AUGURI A CARLO VERDONE, CHE OGGI COMPIE 70 ANNI (CIFRA TONDA) E SPERIAMO CHE IL SUO NUOVO FILM SI POSSA VEDERE PRESTO
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AUGURI A CARLO VERDONE, CHE OGGI COMPIE 70 ANNI (CIFRA TONDA) E SPERIAMO CHE IL SUO NUOVO FILM SI POSSA VEDERE PRESTO

Auguri a Carlo Verdone, che oggi compie 70 anni: cifra tonda (ma se preferite diciamo 2 volte 35). Per fortuna è di nuovo in piedi senza stampelle dopo un intervento complesso a entrambe le anche; quanto al suo nuovo film, “Si vive una volta sola”, dove incarna un chirurgo burlone, vai a sapere quando uscirà: per ora il Covid 19 ha avuto la meglio sulle risate.

Sostengo da qualche anno, prima la pensavo diversamente, che non bisognerebbe essere (troppo) amici dei registi e degli attori dei quali si scrive. Però con Carlo, sin dai tempi di “Borotalco”, intrattengo un rapporto di franco confronto oltre che di amabile frequentazione. Gli voglio davvero bene, e credo che lui ne voglia al sottoscritto. Il che non ha impedito a me di scrivere recensioni anche severe su alcuni (pochi) suoi film; e a lui di rispondere, perlopiù privatamente e con il consueto garbo, anche se non concordava per nulla.

Fa parte del gioco, l’importante è rispettarsi e dirsi le cose senza infingimenti, magari cercando le parole giuste per non offendere. D’altro canto, Verdone è un uomo a suo modo “ecumenico”, va d’accordo con tutti, o quasi, non cerca lo scontro, mi pare che sappia estrarre il meglio dalle persone. Il cinismo lo lascia solo a qualche personaggio dei suoi. E spesso, anche nella finzione del cinema, dura poco, rivelando una pasta umana più dolce e gentile.

Un tempo tra noi si parlava per lo più di musica, blues e chitarristi (Carlo va matto per Joe Bonamassa); adesso, ogni volta che ci si vede a pranzo, a casa sua o da “Settimio”, mangiando leggero, con un filo d’olio, mai carni rosse, parecchia bieta e niente vino o dolci, il discorso scivola inevitabilmente sul tema della salute, degli amici che se ne sono andati, dei padri ai quali assomigliamo sempre di più, nei tratti fisici, forse pure nel carattere. Si invecchia. Anche per noi due, a quanto pare, è arrivato il tempo delle mele… cotte.

PS. Lo ringrazio ancora per quella volta che venne a un mio compleanno, facendomi una bella sorpresa. In realtà l’aspettavano a cena da un regista importante, lui si dimenticò dell’impegno per portarmi un bel regalo musicale, o forse finse di dimenticarsene.

Michele Anselmi per Siae.it

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