Addio a Umberto Eco, cordoglio per la scomparsa della "memoria del mondo"
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Addio a Umberto Eco, cordoglio per la scomparsa della "memoria del mondo"

È morto venerdì sera alle 22,30 Umberto Eco. Scrittore, saggista, semiologo, voce autorevole nel campo della comunicazione, autore di best seller come “Il nome della Rosa” - 14 milioni di copie vendute e una trasposizione cinematografica che si aggiudicò 4 David di Donatello nel 1987 - e “Il pendolo di Foucault”, ma anche scrittore di saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della cultura.

Anche e soprattutto in quella della cultura di massa: il suo “Apocalittici e integrati”, apparso nel 1964, è diventato da titolo locuzione proverbiale. Letto in ogni ambito, da quello giornalistico a quello universitario, aveva pubblicato il suo ultimo libro lo scorso anno, “Numero Zero”. In questi giorni stava lanciando la nuova casa editrice “La Nave di Teseo” con Elisabetta Sgarbi, in polemica con la fusione Mondadori-Rcs.

Collaboratore storico di Repubblica e de l'Espresso, aveva fondato nel 1988 il Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino, era presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna e socio dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Anche sui social in queste ore rimbalza il cordoglio dei lettori. Dario Franceschini ha commentato così su Twitter la scomparsa di uno dei capisaldi della cultura italiana, o – come ha detto Vittorio Sgarbi – di un uomo che è anche la “memoria del mondo”: «Ci ha lasciato Umberto Eco. Un gigante che ha portato la cultura Italiana in tutto il mondo. Giovane e vulcanico fino all'ultimo giorno», ha detto il Ministro. Un altro tweet invece ne riassume lo sguardo aperto a 360 gradi e l’interesse per qualsiasi forma di comunicazione e di cultura chiedendosi: “Avremo ancora un altro intellettuale che legge Topolino e spiega la semiotica?”.

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