Addio a Paolo Limiti, grande paroliere e divulgatore di memorie collettive
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Addio a Paolo Limiti, grande paroliere e divulgatore di memorie collettive

Lutto nel mondo dello spettacolo: Paolo Limiti, popolare paroliere e protagonista indiscusso della televisione italiana, si è spento a Milano, dove era nato l'8 maggio del 1940.

Il suo debutto come paroliere avvenne a metà degli anni Sessanta grazie a Jula de Palma, di cui era grande ammiratore, che nel 1964 incise una sua canzone, Mille ragazzi fa, mentre il marito della cantante, il musicista Carlo Lanzi, ne lanciò altre due con lo pseudonimo Dick Salomon.

Dopo aver lavorato come creativo in alcune agenzie pubblicitarie, nel 1968 grazie a Luciano Rispoli iniziò la collaborazione con la Rai come autore e regista de La maga Merlini con Elsa Merlini; fu poi regista radiofonico di Cantanti all'inferno con Enrico Montesano e di Il maestro e Margherita con Alberto Lionello.

Limiti non abbandonò tuttavia il lavoro di paroliere. L'incontro con Mina rappresentò uno dei momenti chiave della sua carriera: per lei scrisse brani come Bugiardo e incosciente, La voce del silenzio, Sacumdì Sacumdà, Ballata d'autunno, Un'ombra ed eccomi che misero in mostra il suo talento di autore. Collaborò anche con Ornella Vanoni, Dionne Warwick, Donovan, Peppino Di Capri, Loretta Goggi, Fred Bongusto, Iva Zanicchi, Demis Roussos, Mia Martini, Al Bano e Romina Power.

Il suo sodalizio artistico con Mike Bongiorno risale agli inizi degli anni Settanta, in qualità di autore del programma Rischiatutto. Si dedicò anche alle commedie musicali collaborando alla scrittura de L'ora della fantasia, adattata da Maurizio Costanzo e interpretata da Pippo Baudo e Sandra Mondaini. Con lo sviluppo della tv commerciale scrisse e produsse diversi programmi e nel 1978 arrivò alla direzione dei programmi di Telemontecarlo. Negli anni successivi ha fatto parte dell’Assemblea delle Commissioni di Sezione SIAE.

Paolo Limiti è entrato in milioni di case grazie alla sua capacità di raccontare il passato in una chiave garbata e un po' malinconica. Il successo delle sue trasmissioni era legato al suo stile di conduzione e alla sua capacità di giocare con i ricordi, arricchiti da una conoscenza che facevano di lui un vero custode della storia dello spettacolo.

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