Addio a Lino Toffolo, artista poliedrico
CondividiShare this article Google+ Facebook twitter Email

Addio a Lino Toffolo, artista poliedrico

Non si prendeva mai sul serio Lino Toffolo, scomparso ieri a quasi 82 anni, ed è irresistibilmente ironica anche la biografia che compare sul suo sito dove si ricordano gli inizi in radio e la “vocazione di menestrello” che lo portò a lavorare al Derby. Era un artista poliedrico perché nel suo curriculum si poteva scrivere anche regista e musicista, senza dimenticare l’attore di cinema e teatro. Era associato a SIAE dal 1963. Interprete di tanti film e programmi televisivi, era entrato nelle case degli italiani con quel sorriso aperto e quel tanto di cadenza dialettale nella parlata che volutamente marcava le sue origini veneziane, meglio muranesi. Ed è morto proprio nella sua casa a Murano, l'isola del vetro in mezzo alla laguna che non ha mia voluto lasciare nonostante la sua attività l'abbia portato spesso lontano. A Murano, aveva detto, "metà sono parenti e metà amici".

Lino Toffolo aveva mosso i suoi primi passi lontano dalla sua isola, in quella Milano degli inizi degli anni Sessanta che al Derby vide tra i suoi protagonisti Enzo Jannacci. Parallelamente iniziò la carriera televisiva in RAI. Incise dischi e sfornò canzoni come Oh Nina. Poi, a metà degli anni Settanta, divenne l’idolo dei bambini con la sigla televisiva Johnny Bassotto. Al cinema partecipò a film di Monicelli, di Festa Campanile, di Samperi, Risi e Celentano. In televisione fu accanto a Lino Banfi e a Gigi Proietti.

Tante le attestazioni di cordoglio, dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro al governatore veneto Luca Zaia. "Addio a Lino Toffolo un interprete colto e mai banale, maestro nell'ironia veneziana. Un attore di cinema, teatro, televisione e varietà che ha saputo attraversare con estremo garbo tutte le stagioni dello spettacolo italiano" ha dichiarato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. Su Twitter Teo Teocoli ha scritto: "Lino, vegné zò da basso che te voio bèn", richiamando quella Oh Nina dell'amico scomparso. 

Related