ADDIO A ENRICO VAIME
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ADDIO A ENRICO VAIME

Si dovesse trovare un nome proprio per identificare il ruolo di Autore nella storia della cultura italiana, sarebbe senza dubbio quello di Enrico Vaime.

Si assenta in un giorno di primavera all’età di 85 anni, uomo di legge trasformatosi prestissimo nel re delle “lettere”, sulla scia dei suoi amati Flaiano e Bianciardi, suoi sono i torrenti di parole sapientemente accostate nell’oceano di battute, tessute e filate in innumerevoli copioni, testi televisivi, nelle appassionate pagine dei suoi tanti libri e nei racconti all’adorata radio.

Faro acuto e puntuale sul tessuto della nostra Società, ne ha attraversato l’industria culturale trasversalmente, donando la sua visione illuminata su coni d’ombra di vizi e virtù e portando nell’universo dello spettacolo, fosse su di un palco o in diretta da uno studio televisivo, quanto di meglio potesse partorire l’ingegno e il talento di un giovane narratore di storia e costume dell’Italia del boom fino a quella dei giorni nostri.

Formatosi giovanissimo nel servizio pubblico (vincendo un concorso in RAI), fin dagli esordi non fece mai mancare la sua mano brillante e il suo sguardo acuto nel mondo dell’intrattenimento televisivo che grazie all’opera di Enrico Vaime riuscì a coniugare leggerezza e acume, delicatezza e sagacia, costruendo dalle fondamenta quelli che saranno i caratteri distintivi del varietà italiano, (Canzonissima e Quelli della domenica, solo per citare due titoli), toccando con maestria e successo anche il legno del teatro con la scrittura di musical per Garinei e Giovannini, sussurrando, (spesso nel felice solidalizio con Italo Terzoli), battute a grandi del teatro come Enrico Montesano o Gino Bramieri, o anche solo regalando il suo modo pungente ma gentile di raccontare e commentare storie di un tempo passato o presente, alla fine del giorno, insieme a Maurizio Costanzo seduti al tavolino di un “bar” con ospiti illustri.

“S’è fatta notte”, si intitolava il programma, ma la preziosa penna di Vaime continuerà a vivere nel ricordo di giorni luminosissimi regalati al mondo della cultura italiana e nostri doni per sempre. 

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