Addio a Dario Fo, grande protagonista della cultura e della vita civile
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Addio a Dario Fo, grande protagonista della cultura e della vita civile

Si è spento nel giorno in cui viene assegnato il Nobel per la letteratura Dario Fo, morto questa mattina a Milano. Proprio lui è stato il sesto, e finora ultimo, autore italiano a conquistare il prestigioso riconoscimento dell'Accademia Reale di Svezia. Con la moglie Franca Rame, scomparsa nel 2013, Dario Fo aveva fatto coppia fissa sul palcoscenico e nella vita dal 1954. Artista geniale, eclettico e innovativo, ha lavorato e dipinto fino all' ultimo. Pochi giorni fa aveva fatto nella sua casa milanese una conferenza stampa per il suo nuovo libro Darwin e dal 5 agosto al 15 settembre scorso a Cesenatico, suo rifugio creativo, aveva esposto suoi dipinti, opere grafiche, bassorilievi, sculture e pupazzi accompagnati da testi collegati proprio al suo ultimo libro.

Nato a Sangiano in provincia di Varese il 24 marzo del 1926, Dario Fo aveva una personalità poliedrica: è stato autore teatrale, scenografo, scrittore, attore, regista, fine illustratore, pittore. Aveva studiato pittura a Brera e architettura al Politecnico di Milano. Dopo la guerra è l'incontro con Franco Parenti a spingerlo alla stesura di alcuni sketch e a calcare le scene del varietà e della commedia musicale.

Il suo primo spettacolo, dal titolo eloquente Il dito nell’occhio, è del 1953. Seguì Sani da legare, subito colpito dalla censura, che segnò un primo scontro di Fo con la Rai e l'abbandono della sua trasmissione radio. Il secondo momento di rottura risale al 1962 quando Fo lasciò la conduzione di Canzonissima. L'esilio dalla televisione durò fino al 1977, quando Rai2 trasmise le sue commedie.

E’ con Mistero buffo, nato nel 1969, che Dario Fo con la sua compagnia rompe rapidamente i rapporti con i teatri tradizionali e cerca luoghi diversi. Le sue critiche a tutto campo lo portano a avvicinarsi alle organizzazioni extraparlamentari e insieme alla moglie Franca Rame diventa un simbolo. Nel 1974 si arriva all'esperienza della Palazzina Liberty a Milano, occupata e poi legalmente affidata ai due attori dal Comune, in cui la coppia percorse l'impervia strada del teatro politico in anni difficili per il nostro Paese. Fo scrisse poi una serie di testi sulla condizione femminile (Tutta casa, letto e chiesa, Storia della tigre), che Franca Rame recitò in solitario.

Nel 2001-2002 l'ultima vera, lunga e trionfale tournee per i teatri di mezza Italia, ancora con la moglie, in cui lui recita Lu santo jullare Francesco (nato per un Festival di Spoleto), e lei Grasso è bello e Una giornata qualunque, poi verranno testi, spettacoli, lezioni-recital su Giotto e altri grandi pittori.

Ricchissima la produzione editoriale di Fo negli ultimi anni, accompagnata spesso da sue illustrazioni. Era tornato anche in prima serata su Rai1 dopo molti anni e continuava a recitare in teatro con spettacoli ispirati in alcuni casi ai suoi romanzi. Tra i titoli pubblicati negli ultimi anni, il Nuovo Manuale Minimo dell'Attore, pensato con Franca Rame, Storia proibita dell'America, C'è un re pazzo in Danimarca e Ciulla, il grande malfattore. Oltre a dipingere e far mostre, Dario Fo saliva ancora in palcoscenico: "Rispetto a quando avevo 70 anni ho perso energia, ma me la cavo ancora bene: lavoro, disegno, scrivo e recito che è la cosa più pesante. Dopo due ore di rappresentazione qualsiasi essere umano è molto stanco ma è il mestiere, la conoscenza del palcoscenico che mi permette di recitare ancora oggi", diceva.

La figura intellettuale e artistica di Dario Fo è stata straordinaria e unica nel suo genere, con un legame stretto tra innovazione e tradizione, che lo ha portato fino all’invenzione di un idioma, il grammelot, che mette insieme, in un impasto geniale, lingua antica e dialetti settentrionali. Ha spaziato tra le diverse forme artistiche e ha creato un rapporto tra fisicità e scrittura in cui la corporeità, l'interpretazione e l'improvvisazione sono centrali. La sua eredità resterà per sempre nelle pagine del nostro patrimonio culturale. Era associato a SIAE dal 1953.