A 50 ANNI DALLA MORTE DI TOTò, UNA MOSTRA MONUMENTALE A NAPOLI RACCONTA L'UOMO E L'ARTISTA
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A 50 ANNI DALLA MORTE DI TOTò, UNA MOSTRA MONUMENTALE A NAPOLI RACCONTA L'UOMO E L'ARTISTA

A cinquant’anni dalla scomparsa di Antonio de Curtis in arte Totò, portato via da un infarto all’alba del 15 aprile del 1967, si inaugura oggi a Napoli la mostra Totò Genio, che racconta l’uomo e la maschera, la storia di un artista e di un autore che a buon diritto è collocato tra i geni italiani del Novecento, perché come tale fu riconosciuto dai rappresentanti della cultura e dello spettacolo del suo tempo. Una figura, quella di Totò, che ha saputo attraversare tutti i cambiamenti storici e sociali dell’Italia, dai primi del Novecento fino al boom degli anni Sessanta, reinventandosi senza mai rinnegare il suo istinto e la sua personalissima cifra artistica.

La mostra Totò Genio, voluta dall’Associazione Antonio de Curtis e sostenuta da SIAE, è curata da Alessandro Nicosia insieme con Vincenzo Mollica, grande conoscitore e collezionista dell’opera di Totò.

Tre i contenitori che ospiteranno fino al 9 luglio l’esposizione a Napoli, città dalla quale parte naturalmente l’itineranza. Tre luoghi speciali come il Palazzo Reale, il Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino) e il Convento di San Domenico Maggiore. Qui si snoda il percorso delle “mostre nella mostra”, che ripercorrono e raccontano attraverso centinaia di documenti tra fotografie, filmati, costumi di scena, locandine di film, interviste, disegni, riviste e giornali d’epoca, spezzoni cinematografici e televisivi, manoscritti personali, lettere, cimeli e materiale inedito, la vita, l’arte e la grandezza del Principe Antonio de Curtis.

Al Maschio Angioino c’è “Genio tra i geni”, che racconta il rapporto tra Totò e i grandi della cultura del Novecento; nella Sala Dorica di Palazzo Reale “Totò, che spettacolo!”, con la vita, il varietà, la poesia, le canzoni, la biblioteca e le cose di Totò, tra cui il celebre baule dell’attore; nel Grande Refettorio del Convento di San Domenico Maggiore “Dentro Totò”, viaggio intimo negli affetti dell’artista, che si conclude al Piccolo Refettorio con Totò e il cinema, un focus sulla sterminata produzione cinematografica di de Curtis, con manifesti, locandine e fotobuste dei 97 film che lo hanno visto protagonista e con il racconto delle tre cerimonie funebri che furono organizzate per un artista convinto che nessuno lo avrebbe ricordato. Fiumi di ammiratori, amici, registi, attori e scrittori lo contraddirono.

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