Il diritto di riproduzione

E’ il diritto esclusivo di riprodurre l’opera. Ha ad oggetto la moltiplicazione in copie dell’opera, diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte, in qualunque forma e modo, con ogni procedimento di riproduzione (art. 13 .L.d.A.).

Nel settore letterario è libera la riproduzione di singole opere o brani di opere per l’uso personale dei lettori, effettuata con mezzi di riproduzione non idonei alla diffusione in pubblico dell’opera (68, comma 1 L.d.A.).

E’ inoltre consentita la fotocopia di opere protette – effettuata mediante fotocopia, xerocopia o sistema analogo - per uso personale e nel limite massimo del 15% di ciascun volume o fascicolo di periodico, escluse le pagine di pubblicità (68, comma 3 L.d.A.), con l’obbligo di corrispondere un compenso agli autori da parte dei responsabili dei centri di riproduzione.

È, comunque, esclusa ogni utilizzazione fatta in concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all’autore.

Nel settore fono-videografico è consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali (la cosiddetta copia privata, art. 71 sexies L.d.A.).