Il diritto di esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico

L’autore ha il diritto esclusivo di presentare la sua opera al pubblico. Il contenuto di questo diritto si concretizza nell’autorizzare e nel percepire un compenso per l’esecuzione, la rappresentazione o la recitazione comunque effettuate - sia a pagamento che gratuitamente - delle opere musicali, drammatiche, cinematografiche o di qualsiasi altra opera che possa costituire oggetto di pubblico spettacolo (art. 15 L.d.A.).

Tutti questi diritti si riferiscono a una forma di fruizione diretta da parte del pubblico, con interpretazione dal vivo dell’autore, come nei concerti o negli spettacoli teatrali o con esecuzioni e rappresentazioni attraverso la radio, la televisione, la riproduzione fonografica e così via.

Il requisito essenziale per l’esercizio di questo diritto è, quindi, la pubblicità dell’esecuzione, rappresentazione o recitazione, forme di espressione che non sono, invece, considerate pubbliche dalla legge - e quindi non soggette ad autorizzazione dell’autore - quando avvengono entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o degli istituti di ricovero, purché non effettuate a scopo di lucro (art. 15, comma 2 L.d.A.).

La legge 7 ottobre 2013, n. 112 ha previsto che non è considerata pubblica la recitazione di opere letterarie effettuata, senza scopo di lucro, all’interno di biblioteche, musei e archivi pubblici ai fini esclusivi di promozione culturale e di valorizzazione delle opere stesse, individuati in base a protocolli di intesa tra la SIAE e il Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo.

La legge sul diritto d’autore prevede anche i casi in cui l’autore ha diritto a un compenso ridotto (art. 15-bis L.d.A.) e cioè quando le forme di espressione citate avvengano nei centri o negli istituti di assistenza formalmente istituiti o nelle sedi delle organizzazioni di volontariato, purché destinate ai soci ed invitati effettuate senza scopo di lucro.