I diritti patrimoniali

I diritti patrimoniali sono i diritti esclusivi dell’autore di utilizzare economicamente la sua opera in ogni forma e modo, originale o derivato (art. 12 L.d.A.; art. 2577 c.c.) e di percepire un compenso per ogni tipo di utilizzazione della stessa.

I diritti patrimoniali sono tra loro indipendenti (art. 19 L.d.A.): l’esercizio di uno di essi non esclude l’esercizio esclusivo di ciascuno degli altri diritti. Sono, quindi, esercitabili separatamente o congiuntamente e possono avere ad oggetto l’opera nella sua interezza o in ciascuna delle sue parti.

A differenza dei diritti morali, i diritti patrimoniali sono rinunciabili, possono essere oggetto di cessione a terzi (art. 107 L.d.A.; art. 2581 c.c.) ed hanno un limite temporale, durano cioè tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno dopo la sua morte (art. 25 L.d.A.).

E’ il diritto esclusivo dell’autore di offrire la sua opera, per la prima volta, alla conoscenza del pubblico (art. 12, comma 1 L.d.A). È considerata come prima pubblicazione la prima forma di esercizio del diritto d’autore (art. 12, comma 3 L.d.A. )

E’ il diritto esclusivo di riprodurre l’opera. Ha ad oggetto la moltiplicazione in copie dell’opera, diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte, in qualunque forma e modo, con ogni procedimento di riproduzione (art. 13 .L.d.A.).

Nel settore letterario è libera la riproduzione di singole opere o brani di opere per l’uso personale dei lettori, effettuata con mezzi di riproduzione non idonei alla diffusione in pubblico dell’opera (68, comma 1 L.d.A.).

E’ inoltre consentita la fotocopia di opere protette – effettuata mediante fotocopia, xerocopia o sistema analogo - per uso personale e nel limite massimo del 15% di ciascun volume o fascicolo di periodico, escluse le pagine di pubblicità (68, comma 3 L.d.A.), con l’obbligo di corrispondere un compenso agli autori da parte dei responsabili dei centri di riproduzione.

È, comunque, esclusa ogni utilizzazione fatta in concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all’autore.

Nel settore fono-videografico è consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali (la cosiddetta copia privata, art. 71 sexies L.d.A.).

La legge sul diritto d’autore tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo anche se sono espresse in forma orale, riconoscendo in favore dell’autore (art. 2 comma 1 L.d.A.) il diritto esclusivo di trasformarle in forma scritta o di riprodurle (art. 14 Ld.A.) a mezzo stampa, litografia, incisione, fotografia, fonografia, cinematografia e altri mezzi di riproduzione.

L’autore ha il diritto esclusivo di presentare la sua opera al pubblico. Il contenuto di questo diritto si concretizza nell’autorizzare e nel percepire un compenso per l’esecuzione, la rappresentazione o la recitazione comunque effettuate - sia a pagamento che gratuitamente - delle opere musicali, drammatiche, cinematografiche o di qualsiasi altra opera che possa costituire oggetto di pubblico spettacolo (art. 15 L.d.A.).

Tutti questi diritti si riferiscono a una forma di fruizione diretta da parte del pubblico, con interpretazione dal vivo dell’autore, come nei concerti o negli spettacoli teatrali o con esecuzioni e rappresentazioni attraverso la radio, la televisione, la riproduzione fonografica e così via.

Il requisito essenziale per l’esercizio di questo diritto è, quindi, la pubblicità dell’esecuzione, rappresentazione o recitazione, forme di espressione che non sono, invece, considerate pubbliche dalla legge - e quindi non soggette ad autorizzazione dell’autore - quando avvengono entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o degli istituti di ricovero, purché non effettuate a scopo di lucro (art. 15, comma 2 L.d.A.).

 

La legge 7 ottobre 2013, n. 112 ha previsto che non è considerata pubblica la recitazione di opere letterarie effettuata, senza scopo di lucro, all’interno di musei, archivi e biblioteche pubblici ai fini esclusivi di promozione culturale e di valorizzazione delle opere stesse, individuati in base a protocolli di intesa tra la SIAE e il Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo.

 

La legge sul diritto d’autore prevede anche i casi in cui l’autore ha diritto a un compenso ridotto (art. 15-bis L.d.A.    ) e cioè quando le forme di espressione citate avvengano nei centri o negli istituti di assistenza formalmente istituiti o nelle sedi delle organizzazioni di volontariato, purché destinate ai soci ed invitati effettuate senza scopo di lucro.

E’ il diritto esclusivo dell’autore di diffondere e mettere a disposizione del pubblico la sua opera con l'utilizzo dei mezzi di diffusione a distanza (art. 16 L.d.A.), quali la radio, la televisione, la comunicazione via satellite, la ritrasmissione via cavo.

Oltre a questo tipo di comunicazione, organizzata per tempi e luoghi, come nel caso di programmi tv o radio, la legge prevede anche la “messa a disposizione dell’opera, in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente”, definizione che indica la diffusione delle opere tutelate nell’Internet, diffusione che potrà dunque essere legittimamente effettuata solo con l’autorizzazione dell’autore.

 

Il diritto di comunicazione al pubblico non si esaurisce con nessuno degli atti sopra indicati (art. 16, comma 2 L.d.A.). Per ogni diffusione dell’opera è, quindi, necessaria la relativa autorizzazione degli autori e di tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione dell’opera.

Qualsiasi modificazione o trasformazione di un’opera, nel senso di apportare alla stessa cambiamenti che, pur lasciando inalterato il senso originale, ne cambino la struttura o la forma, deve essere autorizzata dall’autore dell’opera.

E’ questo il contenuto del diritto di elaborazione (art. 18 L.d.A.), che ha ad oggetto, in particolare le traduzioni, le trasformazioni dell’opera in un’altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscano un rifacimento sostanziale dell’opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni e i compendi.

L’opera che risulta dall’elaborazione o dalla modifica dell’opera originaria è detta “opera derivata” ed è oggetto di tutela da parte del diritto d’autore se ha essa stessa carattere creativo (art. 4 L.d.A.), senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria.

Un caso classico di elaborazione è quello della trasposizione di un romanzo o di un’opera in sceneggiature teatrali o cinematografiche.

E’ di competenza esclusiva dell’autore anche il diritto di pubblicare le sue opere in raccolta.

Il diritto di noleggio (art.18-bis L.d.A.) consiste nel diritto esclusivo dell’autore di autorizzare la cessione in uso delle sue opere - per un periodo limitato di tempo per un beneficio economico o commerciale diretto o indiretto.

L’autore, anche nel caso di cessione del diritto a un produttore di fonogrammi o di opere cinematografiche o audiovisive, ha il diritto a un’equa remunerazione per il noleggio da questi concluso con terzi.

Il diritto di prestito (art. 18 bis, comma 2 L.d.A.) riguarda, invece, la cessione in uso - da parte di istituzioni aperte al pubblico - degli originali, di copie o di supporti di opere tutelate, per un periodo di tempo limitato, a fini diversi da quelli economici o commerciali.

Questi diritti non si esauriscono con la vendita o la distribuzione degli originali, delle copie o dei supporti delle opere.

E’ il diritto dell’autore di un’opera d’arte o di un manoscritto di percepire un compenso sul prezzo di ogni vendita successiva alla prima cessione delle opere da parte dell’autore.

Si intende come vendita successiva quella comunque effettuata che comporta l’intervento, in qualità di venditori, acquirenti o intermediari, di soggetti che operano professionalmente nel mercato dell’arte, come le case d’asta, le gallerie d’arte e in generale qualsiasi commerciante di opere d’arte (art. 144 L.d.A.).