SIAE e la sua storia

È una società di gestione collettiva del diritto d'autore, cioè un ente costituito da associati (gli autori ed editori sono la sua “base associativa”), che si occupa dell'intermediazione dei diritti d'autore. Gli autori e gli editori che detengono i diritti economici sulle loro opere possono affidarne la tutela a SIAE che raccoglie le somme spettanti agli associati e le distribuisce a ciascuno di essi.

Ogni anno SIAE rilascia più di 1,2 milioni di licenze per l'utilizzo di opere da essa tutelate, facilitando il riconoscimento dei diritti da parte di tutti coloro che intendono utilizzare quelle opere e garantendo agli autori e agli editori il pagamento del giusto compenso per il loro lavoro.

La Società Italiana degli Autori e degli Editori è, tecnicamente, un Ente Pubblico Economico a base associativa. Cosa significa?

La parola “pubblico” vuol dire che la Società Italiana degli Autori ed Editori garantisce ai propri associati la remunerazione del loro lavoro e agli utilizzatori delle opere il riconoscimento del giusto compenso per il diritto d’autore, assicurando allo stesso tempo interessi generali che sono tutelati dalla nostra Costituzione come, ad esempio, la promozione della cultura, la libertà dell’arte, la protezione del lavoro intellettuale. Per questo SIAE è sottoposta alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, come garanzia di trasparenza e di buona gestione nei confronti degli associati e degli stessi utilizzatori. SIAE è fuori dal perimetro della Finanza Pubblica e non riceve finanziamenti diretti o indiretti da parte dello Stato. Ecco il significato della parola “economico”. La Società Italiana degli Autori ed Editori è un vero e proprio presidio di libertà, non ha scopo di lucro ed è totalmente indipendente nella propria attività di impresa. L'unico obiettivo della Società è quello di tutelare i diritti dei propri associati. Il diritto d’autore non è una tassa ma è un diritto del lavoro.

 

La "Società Italiana degli Autori" nasce a Milano il 23 aprile del 1882. A costituire l’associazione fu un’assemblea composta da scrittori, musicisti, commediografi ed editori dell’epoca.

Tutto ebbe inizio in un palazzo del centro della vecchia Milano, il palazzo Ponti (allora si chiamava Pullè), in via Brera n. 19. Del primo Consiglio Direttivo della Società Italiana degli Autori facevano parte nomi storici della cultura e dell’arte italiana, da Giuseppe Verdi a Giosuè Carducci, da Francesco De Sanctis a Edmondo De Amicis. Allo storico Cesare Cantù fu conferita la carica di presidente onorario, mentre l’intellettuale Tullo Massarani fu il primo presidente effettivo. Tra i promotori della Società figuravano inoltre Roberto Ardigò, Arrigo Boito, Ulrico Hoepli, Edoardo Sonzogno, Giovanni Verga, Pasquale Villari, Giuseppe Zanardelli.

Il primo obiettivo della neonata "Società per la tutela della proprietà letteraria ed artistica" fu quello di educare il pubblico sui principi giuridici e morali della protezione delle creazioni dell'ingegno. Grazie a  questa attività figurerà tra i fondatori dell’Unione di Berna nel 1886 e successivamente siglerà la Convenzione di Berna, fondamento della tutela del diritto d'autore nel mondo.

Nel periodo dal 1896 al 1926 SIAE si è trasformata in un’organizzazione vera e propria con il compito di intermediare il diritto d’autore. 

Alle Sezioni dedicate al Teatro e ai Diritti Musicali si aggiunse nel 1920 la Sezione del Libro, incaricata dalle associazioni di autori ed editori di controllare il servizio della timbratura dei frontespizi delle opere pubblicate in volume.

Nel 1921 venne stipulata la prima convenzione con lo Stato Italiano per la riscossione dell’Imposta sugli Spettacoli. Cominciò così la collaborazione che rende di fatto SIAE un interlocutore privilegiato dello Stato e di altri Enti e Istituzioni pubbliche e private.

Il 1926 fu un anno altrettanto importante: entrò in vigore la nuova legge sul diritto d’autore, che per la prima volta riconobbe non solo il diritto economico ma anche quello morale. Un fondamentale passo avanti che sarebbe stato poi recepito anche a livello internazionale nella Convenzione di Berna. Infine, nel 1927 la Società divenne ufficialmente "Società Italiana degli Autori ed Editori".

Il 22 aprile del 1941 viene emanata la legge n. 633 - tuttora vigente - per dare alla disciplina del diritto d’autore una sistemazione ampia ed organica. Modificata nel tempo da 19 direttive europee  e da altre leggi nazionali, definisce anche la natura di ente pubblico di SIAE e ne riconosce in via esclusiva l’attività di intermediazione per l’esercizio dei diritti economici sulle opere (art. 180). Questa norma è stata integrata e precisata dalla legge 9 gennaio 2008 n. 2 “Disposizioni concernenti la Società Italiana degli Autori ed Editori” che, all’art. 1, definisce SIAE “ente pubblico economico a base associativa” e fissa le regole della sua governance e della sua attività imprenditoriale.