Press  |  U.R.P.  |  Come fare per ...  |  Modulistica   |  Uffici SIAE  |  Domande e Risposte  |  Cerca  |  Link  |  Contatti  |  Credits 
 HomePage   Biblioteca giuridica   Come associarsi   Per chi utilizza le opere 
Edicola

versione per la stampa

10-Giu-2009   Roma

Gli Scenografi e i Costumisti incontrano la Siae

“Un momento storico, un passo importante nel cammino poco agevole del riconoscimento della categoria degli scenografi, la cui attività troppo spesso è considerata erroneamente soprattutto come un’attività artigianale, mentre ad essa deve essere riconosciuta la tutela totale e la giusta remunerazione ”.
Con queste parole il Presidente Giorgio Assumma ha aperto il seminario al quale ha partecipato una numerosa rappresentanza di scenografi e costumisti riuniti presso la Sala Puccini della Direzione Generale della Società, a Roma, dove si è svolto il 9 giugno il secondo incontro (che ha seguito quello dei coreografi tenutosi lo scorso 28 maggio) della serie “….incontrano la SIAE”, per approfondire tematiche relative al lavoro creativo per figure autorali che necessitano di maggior tutela.
“Per la Siae gli scenografi e i costumisti - ha detto il Presidente Assumma rispondendo alle incalzanti domande rivolte dai presenti– sono considerati al pari degli altri creatori delle opere dell’ingegno, ma attualmente la legge riconosce la piena tutela del diritto d’autore solo all’opera scenografica che abbia i requisiti di originalità e compiutezza espressiva, mentre al bozzetto, per esempio, è riconosciuta una tutela quale diritto connesso.”
A questo secondo incontro, moderato da Luigi Cecere, direttore della sezione Olaf e da Gino Iannucci, direttore Dor e Lirica, hanno partecipato, oltre ai più grandi scenografi e costumisti, i consiglieri di amministrazione Siae Giancarlo Lucariello e Emidio Greco. L’organizzazione dell’evento è stata curata insieme all’Associazione Italiana Scenografi, Costumisti (Asc). “L’Asc opera in stretto contatto con analoghe organizzazioni europee” ha sottolineato il neopresidente Cinzia Lo Fazio, (scenografa per la parte italiana di Angeli e Demoni) “e riunisce tutti coloro che, attraverso questa professione si ripromettono di diffondere la conoscenza, la qualità, la fantasia e l’inventiva italiana nel mondo”.
E’ ben rappresentata l’Italia, se si pensa agli Oscar che hanno ricevuto personaggi quali Dante Ferretti che ha collaborato con Federico Fellini e ha ricevuto l’ultimo Oscar nel 2008 per le scenografie del film Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street.
E chi non ricorda i costumi creati da Milena Canonero, tre Oscar (Barry Lindon, Chariots of Fire) di cui l’ultimo nel 2007 per Maria Antonietta? E’ stata lei, in particolare a ribadire, nel corso dell’incontro, l’importanza che chi crea scenografie, costumi e arredi venga riconosciuto moralmente come autore, una firma che comprovi la creatività del contributo per il pieno rispetto del proprio lavoro perché la scenografia non può esistere senza i costumi e viceversa.
Francesco Frigeri, scenografo del film La leggenda del pianista sull’oceano, ha ricordato l’importanza dei bozzetti e della ricerca dell’ambientazione interna e esterna alla quale lo scenografo collabora a lungo con il regista prima e durante la ripresa.
Marco Dentici, che ha lavorato, tra l'altro, con il regista Marco Bellocchio, ha detto che “l’autoralità dell’intervento scenografico viene poco riconosciuta e sono necessarie regole che diano maggiore importanza anche al lavoro che precede la messa in scena delle opere cinematografiche, teatrali e televisive, mentre spesso, putroppo, i diritti sono soggetti a una cessione integrale con conseguente mancato riconoscimento degli scenografi quali coautori”.
A questo punto è intervenuto il regista e consigliere di amministrazione Siae Emidio Greco sostenendo che sarebbe bene ricomprendere quale diritto connesso non solo dei i bozzetti, ma di tutte le ideazioni e preparazioni che comprendono il lavoro dello scenografo.
Gaia Mari del Centro Studi Giuridici ha presentato un approfondimento sull’attuale situazione legislativa in Italia e all’estero. Nello studio è stato sottolineato che la mancata menzione dell’autore della scenografia orginaria, i cui elementi essenziali siano stati riprodotti in altra diversa rappresentazione, può integrare una lesione dell’incedibile diritto morale alla paternità dell’opera. Inoltre per le opere scenografiche potrebbe essere applicata la disciplina del diritto di seguito che si riferisce alle opere delle arti visive.
Il direttore della sezione Cinema Lucia Bistoncini ha sottolineato che la discontinuità e la disarmonizzazione in Europa del diritto d’autore non aiutano l’affermazione di figure autorali quali quelle dello scenografo e provocano soluzioni contrattuali molto diverse tra loro.
A fronte di una legislazione che tutela gli scenografi, e che potrà comunque essere migliorata, nel corso dell’incontro è emerso un panorama di grande difficoltà contrattuale per tutti coloro che creano scenografie e costumi. Giovanni Licheri, autore tra l’altro insieme a Alida Cappellini, delle storiche scenografie delle trasmissioni di Arbore ha ricordato i contratti fortemente limitativi nei quali molto spesso vengono ceduti integralmente i diritti; anche per i passaggi dei film e per le repliche televisive non sono previste royalties a favore degli scenografi.
Il vero problema nasce dalle utilizzazioni televisive, ha ricordato Riccardo Bocchini scenografo della trasmissione Affari tuoi il quale ha raccontato che programmi televisivi trasmessi all’estero con la medesima messa in scena non producono diritti a favore del creatore.
A una situazione altrettanto drammatica ha fatto riferimento Mauro Carosi, in particolare per quanto riguarda gli allestimenti delle opere teatrali e liriche, nelle quali le scenografie, fondamentali per il successo della messa in scena, vengono considerate come mero contributo di prestazione d’opera. Carosi ha fatto presente che gli scenografi non percepiscono diritti anche in caso di utilizzazioni diverse delle loro opere, come la riproduzione in Dvd.
Luigi Cecere e Gino Iannucci hanno accennato ai possibili scenari di tutela da parte della SIAE a favore degli scenografi, per ciascuna delle sezioni rappresentate, al fine di valorizzare al meglio la loro identità professionale insieme a quella dei costumisti, che potranno presto aderire alla Società.
Tra le aspettative manifestate dalle categorie presenti, oltre alla esigenza di maggior tutela, la necessità di introdurre un regime tariffario professionale di riferimento e di disporre di uno standard contrattuale adeguato. Altro traguardo auspicabile sarà quello di giungere a una chiara definizione degli apporti creativi nelle varie opere “collettive” per una pari dignità dello scenografo – costumista con altre figure autorali che godono di maggior considerazione. Al termine del seminario Cinzia Lo Fazio ha concordato con i rappresentanti della Siae una serie di incontri, a breve termine, per affrontare in concreto le questioni di specifico interesse per le categorie degli scenografi e costumisti.
Da segnalare infine tra i partecipanti Raffaella Fantasia (costumista), e gli scenografi Paola Riviello, Stefania Conti, Trytzy Zicoschi, Luca Arcuri, Erich Liotta.
(Nella foto un momento dell'incontro con il presidente Giorgio Assumma)


 
Codice Fiscale e numero di iscrizione alla CCIAA: 01336610587 - Partita IVA 00987061009 - Iscrizione al REA 840555
S.I.A.E. - Tutti i diritti riservati